Stray tendrils; or in ample bean-pod sack
Bringing wild honey from the rocky height;
Or fishing for a fly lest it should drown;
Or teaching water-lily heads to swim,
Fearful that sudden rain might make them sink;
Or dyeing the pale rose a warmer pink;
Or wrapping lilies in their leafy gown,
Yet letting the white peep beyond the rim. —
SOME LADIES DRESS IN MUSLIN FULL AND WHITE
Some ladies dress in muslin full and white,
Some gentlemen in cloth succinct and black;
Some patronise a dog-cart, some a hack,
Some think a painted clarence only right.
Youth is not always such a pleasing sight,
Witness a man with tassels on his back;
Or woman in a great-coat like a sack
Towering above her sex with horrid height.
If all the world were water fit to drown
There are some whom you would not teach to swim,
Rather enjoying if you saw them sink;
Certain old ladies dressed in girlish pink,
With roses and geraniums on their gown: —
Go to the Bason, poke them o’er the rim. —
AUTUMN
Fade tender lily,
Fade O crimson rose,
Fade every flower
Sweetest flower that blows.
Go chilly Autumn,
Come O Winter cold;
Let the green things die away
Into common mould.
Birth follows hard on death,
Life on withering:
Hasten, we shall come the sooner
Back to pleasant Spring.
IL ROSSEGGIAR DELL’ ORIENTE CANZONIERE
‘All’ Amico Contano. —
1.
AMOR DORMENTE?
Addio, diletto amico;
A me non lece amore,
Chè già m’uccise il core
Amato amante.
Eppur per l’altra vita
Consacro a te speranze;
Per questa, rimembranze
Tante e poi tante.
2.
AMOR SI SVEGLIA?
In nuova primavera
Rinasce il genio antico;
Amor t’ insinua “Spera” —
Pur io nol dico.
S’ “Ama” — ti dice Amore,
S’ei t’incoraggia, amico,
Giurando “È tuo quel core” —
Pur io nol dico.
Anzi quel cor davvero
Chi sa se valga un fico?
Lo credo, almen lo spero:
Ma pur nol dico.
3.
SI RIMANDA LA TOCCA-CALDAJA
Lungi da me il pensiere
D’ereditar l’oggetto
Ch’ una fiata in petto
Destar ti seppe amor.
Se più l’usar non vuoi,
Se pur fumar nol puoi,
Dolce ti sia dovere
Il conservarlo ognor.
4.
BLUMINE” RISPONDE
S’io t’incontrassi nell’eterna pace,
Pace non più, per me saria diletto;
S’io t’incontrassi in cerchio maledetto
Te più di me lamenterei verace.
Per te mia vita mezzo morta giace,
Per te le notti veglio e bagno il letto:
Eppur di rivederti un di m’aspetto
In secol che riman, non che in fugace.
E perciò “Fuggi” io dico al tempo; e omai
“Passa pur” dico al vanitoso mondo:
Mentre mi sogno quel che dici e fai
Ripeto in me, “Doman sarà giocondo,
“Doman sarem” — ma s’ami tu lo sai,
E se non ami a che mostrarti il fondo? —
5.
LASSÙ FIA CARO IL RIVEDERCI
Dolce cor mio perduto e non perduto,
Dolce mia vita che mi lasci in morte,
Amico e più che amico, ti saluto.
Ricordati di me; che cieche e corte
Fur le speranze mie, ma furon tue:
Non disprezzar questa mia dura sorte.
Lascia ch’io dica, “Le speranze sue
“Come le mie languiro in questo inverno” —
Pur mi rassegnerò, quel che fue fue.
Lascia ch’io dica ancor, “Con lui discerno
“Giorno che spunta da gelata sera,
“Lungo cielo al di là di breve inferno,
“Al di là dell’inverno primavera.”
6.
NON SON IO LA ROSA MA VI STETTI APPRESSO
Casa felice ove più volte omai
Siede il mio ben parlando e ancor ridendo,
Donna felice che con lui sedendo
Lo allegri pur con quanto dici e fai,
Giardin felice dove passeggiai
Pensando a lui, pensando e non dicendo,
Giorno felice fia quand’ io mi rendo
Laddove passeggiando a lui pensai.
Ma s’egli vi sarà quand’ io vi torno,
S’egli m’accoglie col suo dolce riso,
Ogni uccelletto canterà dintorno,
La rosa arrossirà nel vago viso: —
Iddio ci dia in eternità quel giorno,
Ci dia per quel giardino il paradiso.
7.
LASSUSO IL CARO FIORE
Se t’insegnasse Iddio
Il proprio Amor così,
Ti cederei, cor mio,
Al caro Fiore.
Il caro Fior ti chiama,
“Fammi felice un dì” —
II caro Fior che t’ama
Ti chiede amore.
Quel Fiore in paradiso
Fiorisce ognor per te;
Sì, rivedrai quel viso,
Sarai contento:
Intorno al duol ch’è stato
Domanderai “Dov’è?” —
Che passerà il passato
In un momento.
Ed io per tanta vista
In tutta eternità,
Io qual Giovan Battista
Loderò Dio:
L’ Amata tanto amata
Tuo guiderdon sarà,
E l’alma tua salvata
Sarammi il mio.
8.
SAPESSI PURE!
Che fai lontan da me,
Che fai, cor mio?
Quel che facc’io
E eh’ ognor penso a te.
Pensando, a te sorrido,
Sospiro a te:
E tu lontan da me
Tu pur sei fido?
9.
IDDIO C’ILLUMINI!
Quando il tempo avverrà che partiremo
Ciascun di noi per separata via,
Momento che verrà, momento estremo
Quando che fia:
Calcando l’uno inusitata traccia,
Seguendo l’altro il solito suo corso,
Non ci nasca in quel dì vergogna in faccia
Nè in sen rimorso.
Sia che tu vada pria forte soletto,
O sia ch’ io ti preceda in quel sentiero,
Deh ricordiamo allor d’averci detto
Pur sempre il vero.
Quanto t’amavo e quanto! e non dovea
Esprimer quell’ amor che ti portavo:
Più ma assai più di quel che non dicea
Nel cuor ti amavo.
Più di felicità, più di speranza;
Di vita non dirò, chè è poca cosa:
Dolce-amaro tu fosti in rimembranza
A me gelosa.
Ma a me tu preferisti la virtude,
La veritade, amico: e non saprai
Chi amasti alfin? Soltanto il fior si schiude
D’un sole ai rai.
Se più di me la Veritade amasti,
Gesù fu quel tuo sconosciuto Amore: —
Gesù, che sconosciuto a lui parlasti,
Vincigli il core.
10.
&
nbsp; AMICIZIA
“Sirocchia son d’Amor” —
Venga Amicizia e sia la benvenuta,
Venga, ma non perciò sen parta Amore:
Abitan l’uno e l’altra in gentil core
Che albergo ai pellegrini non rifiuta.
Ancella questa docile e compiuta,
E quei tiranno no ma pio signore:
Regni egli occulto nè si mostri fuore,
Essa si sveli in umiltà dovuta.
Oggi ed ancor doman per l’amicizia,
E posdomani ancor se pur si vuole,
Chè dolci cose apporta e non amare:
E venga poi, ma non con luna o sole,
Giorno d’amor, giorno di gran delizia,
Giorno che spunta non per tramontare.
11.
LUSCIOUS AND SORROWFUL
Uccello-delle rose e del dolore,
Uccel d’amore,
Felice ed infelice, quel tuo canto
È riso o pianto?
Fido all’infido, tieni in freddo lido
Spina per nido.
12.
OH FORZA IRRESISTIBILE
Dell’umile preghiera” — .
Che Ti darò, Gesù Signor mio buono?
Ah quello ch1 amo più, quello Ti dono:
Accettalo, Signor Gesù mio Dio,
Il sol mio dolce amor, anzi il cor mio;
Accettalo per Te, siati prezioso;
Accettalo per me, salva il mio sposo.
Non ho che lui, Signor, nol disprezzare,
Caro tienlo nel cor fra cose care.
Ricordati del dì che sulla croce
Pregavi Iddio così, con flebil voce,
Con anelante cor: “Questo che fanno,
“Padre, perdona lor, ch’essi non sanno.” —
Ei pur, Signor, non sa Quello che sdegna,
Ei pure T’amerà s’uno gl’insegna.
Se tutto quanto appar, che a Te non piace,
Fugace spuma in mar, nebbia fugace:
Successo o avversità, contento o duolo,
Se tutto è vanita fuorchè Tu solo;
Se chi non prega Te nel vuoto chiama;
Se amore amor non è che Te non ama; —
Dona Te stesso a noi, ricchi saremo;
Poi nega quanto vuoi, che tutto avremo:
Di mei più dolce Tu, che ben ci basti;
D’ amore amabil più, Tu che ci amasti.
13.
FINESTRA MIA ORIENTALE
[In Malattia]
Volgo la faccia verso l’ oriente,
Verso il meriggio, ove colui dimora: —
Ben fai che vivi ai lati dell’ aurora;
Chi teco vive par felice gente.
Volgo verso di te l’occhio languente,
Lo spirito che teme e spera ancora;
Volgiti verso quella che ti onora,
T’ama, ti brama, in core e colla mente.
Debole e stanca verso te mi volgo:
Che sarà mai questo che sento, amico?
Ogni cara memoria tua raccolgo,
Quanto dirti vorrei! ma pur nol dico.
Lungi da te dei giorni me ne dolgo:
Fossimo insieme in bel paese aprico!
Fossimo insieme!
Che importerebbe
U’si facesse
Il nostro nido?
Cielo sarebbe
Quasi quel lido.
Ah fossi teco,
Col cor ben certo
D’essere amato
Come vorrebbe!
Sì che il deserto
S’infierirebbe.
14.
EPPURE ALLORA VENIVI
O Tempo tardo e amaro! —
Quando verrai, cor mio,
Quando, ma quando?
Siccome a me sei caro
Se cara a te foss’io,
Ti andrei cercando?
15.
PER PREFERENZA
Felice la tua madre,
Le suore tue felici,
Che senton quanto dici,
Che vivono con te,
Che t’amano di dritto
D’amor contento e saggio:
Pur questo lor vantaggio
Non lo vorrei per me.
Quel grave aspetto tuo
Veder di quando in quando,
Frattanto andar pensando
“Un giorno riverrà”;
Ripeter nel mio core
(Qual rosa è senza spine?)
“Ei sa che l’amo alfine —
M’ama egli ancor?” Chi sa!
È questo assai più dolce
Dell’altro, al parer mio:
Essere in ver desio
O tutto o nulla a te;
Nè troppo vo’lagnarmi
Ch’or stai da me diviso,
Se un giorno in Paradiso
Festeggerai con me.
Ma no; se non amante siimi amico:
Quel eh’ io sarò per te non tei predico.
16.
OGGI
Possibil non sarebbe
Ch’io non t’amassi, o caro:
Chi mai si scorderebbe
Del proprio core?
Se amaro il dolce fai,
Dolce mi fai l’amaro;
Se qualche amor mi dai,
Ti do l’amore.
17.
SE FOSSI ANDATA A HASTINGS
Ti do l’addio,
Amico mio,
Per settimane
Che paion lunghe:
Ti raccomando
Di quando in quando
Circoli quadri,
Idee bislunghe.
18.
RIPETIZIONE
Credea di rivederti e ancor ti aspetto;
Di giorno in giorno ognor ti vo bramando:
Quando ti rivedrò, co. mio diletto,
Quando ma quando?
Dissi e ridissi con perenne sete,
E lo ridico e vo’ridirlo ancora,
Qual usignol che canta e si ripete
Fino all’aurora.
19.
AMICO E PIÙ CHE AMICO MIO
Cor mio a cui si volge l’altro mio core
Qual calamita al polo, e non ti trova,
La nascita della mia vita nuova
Con pianto fu, con grida, e con dolore.
Ma l’ aspro duolo fummi precursore
Di speranza gentil che canta e cova;
Sì, chi non prosa pena amor non prova,
E quei non vive che non prova amore.
O tu che in Dio mi sci, ma dopo Iddio,
Tutta la terra mia ed assai del cielo,
Pensa se non m’è duol disotto a un velo
Parlarti e non ti dir mai che ti bramo: —
Dillo tu stesso a te, dolce cor mio,
Se pur tu m’ ami dillo a te ch’io t’amo.
20.
NOSTRE VOLUNTÀ QUIETI VIRTÙ DI CARITI
Vento gentil che verso il mezzodì
Soffiando vai, deh porta un mio sospir,
Dicendo ad Un quel che non debbo dir,
Con un sospir dicendogli così:
Quella che diede un ‘No’ volendo un ‘Sì’
(Volendo e non volendo — a che ridir?)
Quella ti manda: È vanità il fiorir
Di questa vita che meniam costì.
Odi che dice e piange: È vanità
Questo che nasce e muore amor mondan;
Deh leva gli occhi, io gli occhi vo’levar,
Verso il reame dove non in van
Amasi Iddio quanto ognun possa amar
Ed il creato tutto in carità.
21.
SE COSÌ FOSSE
Io più ti amai che non mi amasti tu: —
Amen, se così volle Iddio Signor;
Amen, quantunque mi si spezzi il cor,
Signor Gesù.
Ma Tu che Ti ricordi e tutto sai,
Tu che moristi per virtù d’amor,
Nell’altro mondo donami quel cor
Che tanto amai.
BY WAY OF REMEMBRANCE<
br />
REMEMBER, IF I CLAIM TOO MUCH OF YOU
Remember, if I claim too much of you,
I claim it of my brother and my friend:
Have patience with me till the hidden end,
Bitter or sweet, in mercy shut from view.
Pay me my due; though I to pay your due
Am all too poor and past what will can mend:
Thus of your bounty you must give and lend
Still unrepaid by aught I look to do.
Still unrepaid by aught of mine on earth:
But overpaid, please God, when recompense
Beyond the mystic Jordan and new birth
Is dealt to virtue as to innocence;
When Angels singing praises in their mirth
Have borne you in their arms and fetched you hence.
WILL YOU BE THERE? MY YEARNING HEART HAS CRIED
Will you be there? my yearning heart has cried:
Ah me, my love, my love, shall I be there,
To sit down in your glory and to share
Your gladness, glowing as a virgin bride?
Or will another dearer, fairer-eyed,
Sit nigher to you in your jubilee;
And mindful one of other will you be
Borne higher and higher on joy’s ebbless tide?
— Yea, if I love I will not grudge you this:
I too shall float upon that heavenly sea
And sing my joyful praises without ache;
Your overflow of joy shall gladden me,
Delphi Complete Poetical Works of Christina Rossetti Page 73